Sono in mezzo a noi. Inevitabili. Colpiscono quando meno te lo aspetti. Implacabili. E non fuggono, no, si eclissano. Non sai neanche dove. Ma ricompaiono nel momento più inaspettato. E, zac, un altro colpo secco. Dalle conseguenze imprevedibili. E i loro pensieri, comportamenti, ragionamenti, trascinano allegramente l’umanità verso l’autodistruzione. Questo libro ne rappresenta un’antologia. Che ognuno può disperatamente aggiornare.

Questo è il mio ultimo libro, 154 pagine di divertimento: tutto è autentico e verificato. Dopo Carlo M. Cipolla che ha indagato sulle “Leggi della stupidità umana” e Fruttero & Lucentini che hanno illuminato sulla “prevalenza del cretino” nella società, mancava uno studio sulla terza categoria, quella degli scemi, che affligge l’umanità. Qui troverete spassosi esempi di queste unità biologiche a base carbonio che rinnegano le più elementari regole che favoriscono l’evoluzione umana.

Moltissime le scemenze storiche, fatti e misfatti da 2.500 anni in qua, autentiche insolazioni del cervello che hanno provocato (non solo agli interessati) pesanti guai: Mao Tse Tung nel 1958 ordinò di sterminare i passeri, colpevoli di mangiarsi i raccolti: causò la più grande carestia in Cina, con trenta milioni di morti. La Nasa ha perso il filmato del primo uomo sulla Luna: per risparmiare, la cassetta è stata cancellata e riutilizzata. Le porte dell’Inferno esistono davvero in Turkmenistan: i geologi volevano bruciare del gas residuo in una grotta, ma l’incendio prosegue inarrestabile dal 1971. Nel 1963 il giovane studioso Donald Rusk Carrey abbattè l’albero più antico del mondo, antico di 5000 anni. Ma non lo sapeva. Guglielmo Marconi collegò l’Europa all’America con il telegrafo senza fili, ma ci riuscì senza saperlo, cioé senza conoscere le leggi della fisica. E infatti ottenne il premio Nobel per la fisica, ma non la laurea in fisica.

La galleria prosegue con mutande pazze, ovvero l’arte cancellata e corretta da Michelangelo al XX secolo, da Paolo Veronese al Caravaggio. Seguono i colpi di mona, come si dice nel Veneto, degli editori: la lista di rifiuti eccellenti di quei manoscritti che sarebbero diventati capolavori è lunghissima: la stessa Agatha Christie si vide rifiutare il suo primo giallo con Poirot per quattro anni da cinque editori. Quando lo pubblicò nel 1920 fu l’inizio di un successo che le consentì di vendere due miliardi, diconsi due miliardi, di libri. La stessa J. K. Rowlings è testimone vivente di un destino simile: il suo Harry Potter fu a lungo rifiutato dagli editori, prima di esplodere come caso mondiale grazie a una bambina che l’aveva letto e poi convinto il nonno editore. Le avvenutre del maghetto sono state vendute in 450 milioni di copie e la Rowlings, che non aveva i soldi per fotocopiare il manoscritto da consegnare all’editore, adesso ha una fortuna valutata in 840 milioni di dollari.